Le origini

La storia del Terziere Castello, come quella dei Terzieri rivali, è indissolubilmente legata, specie nella fase iniziale, con quella della Parrocchia di riferimento, intitolata ai Santi Pietro e Paolo.
È negli anni che seguono la fine della Seconda Guerra Mondiale che ritroviamo le radici di quella rivalità che sarebbe poi stata incanalata in quello che è oggi il Palio dei Terzieri. Una rivalità che allora si consumava nei fuochi dell’Ascensione con la “benedizione del fuoco”, un rito che vedeva le tre parrocchie (le altre due erano e sono quella di Santa Maria dei Bianchi e quella intitolata al Santissimo nome di Gesù) contrapposte nella realizzazione di enormi falò, affinché il proprio fosse più grande e più duraturo degli altri.
Il falò dei sampietrini ardeva alla seconda curva della vecchia strada che scende verso Ponticelli, riparato dal vento dalle vecchie mura castellane, e spesso si vedevano le fiamme fin sopra le mura ardere fino alle prime luci dell’alba, con gente che improvvisava gare di abilità nel saltare il fuoco e gli altri che più semplicemente si limitavano ad usarlo per cuocervi cibo che accompagnasse la veglia e le chiacchiere notturne.
Già allora il primato sampietrino nell’ammaestrare il fuoco era indiscutibile.

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